Ho letto ieri mattina sulla Gazzetta la serena intervista di Basso, rilasciata a Pier bergonzi, che è nato dalle sue parti e immagino gli voglia anche bene, ma ha gestito la dolorosa vicenda del campione amico con scrupolo, rigore e onestà senza macchie.
Scorrendo quelle righe, avvertivo una sensazione strana, come se il peccato fosse lontano e la dura squalifica nobilitata da un senso solenne di giustizia. Non mi era mai successo, lo giuro. Mi occupo di doping sportivo da molti anni, purtroppo, ho vissuto pene, tradimenti, giornate infernali, ho visto cadere eroi, ma in nessuna di queste vicende la condanna ha trovato una accettazione così consapevole come nel caso di Basso. E' stata negata l'evidenza, si è gridato al complotto, al peccato inconsapevole. Non parlo soltanto del ciclismo, ma anche di altri sport attraversati da scandali planetari come quello dui Ben Johnson.
Nesssuno ha avuto l'onestà di dire 'signori giudici, avete ragione. Ho sbagliato, la squalifica è giusta, non cerco attenuanti:pago e riprendo'. Ivan Basso lo ha fatto. Qualcuno dirà:lo ha fatto dopo che lo hanno incastrato. Giusto. Ma avrebbe potuto nascondersi dietro altre nebbie. L'accusa aveva chiesto 21 mesi, il tribunale gliene ha inflitti 24. E lui:giusto così. Nelle sacche di sangue potenziato della bottega di Fuentes sono coinvolti 48 corridori. Solo Basso ha pagato. E lui:non guardo aglia altri, ma alla mia libertà ritrovata. Ullrich ha contestato persino il dna che lo smascherava:è scappato. Riis ha restituito il Tour di undici anni fa. prima che glielo togliessero per record di doping. E potrei continuare, rievocando anche leipocrisie del clan Pantani, complice della sua rovina.
Non fraintendiamo, Basso non è un eroe. Tutt'altro. Ha mentito e ha trascinato per oltre un anno la sua menzogna, incoraggiato da un ambiebte che voleva proprio che mentisse. La sua squalifcia ha il nostro pieno consenso. Ma il fatto nuovo è questo:lui è del nostro stesso parere. Non dimentichiamo che, quando questo dramma sportivo e umano si sarà concluiso, Ivan avrà perso tre Tour e due Giri D'Italia. Sentirgli dire 'giusto così, mi organizzo una vita per tornare a testa alta' ci è parso un gesto edificante ed ammonitore. E' come se Basso abbia smascherato in anticipo tutti quei corridori che, colti in fallo, grideranno al complotto. L'unico complotto, cari signori, lo state conducendo voi con l'inganno e le menzogne:contro il ciclismo, il vostro mestiere, il grande amore italiano.
Candido Cannavò
Fonte:
http://www.ivanbasso.splinder.com